Perché questo blog

Bruno3Una mia fotografia per ricordare, prima di tutto a me stesso, che parlare di infanzia con occhi di bambini non significa fare finta di non essere adulti, o di non avere pensieri e sguardi da adulti. Si può osservare la realtà cercando di restituire il mondo dei bambini e delle bambine, dando loro voce e profondità, senza trasformarli in piccoli adulti né trasformandoci in falsi bambini. E, soprattutto, si può ascoltare: perché non c’è racconto senza ascolto.

Questo, dunque, è un racconto pubblico (e anche un po’ privato): è il racconto dell’infanzia nella storia e nel presente, per discutere degli sguardi, delle parole, delle voci di bambine e bambini, e degli adulti che parlano di loro.

Io sono uno storico, questo è il mio mestiere. Mi sono occupato per molti anni – e continuo a farlo – di fascismo e antifascismo, di resistenza, deportazione, Shoah. Ma il tema dell’infanzia è sempre stato presente tra le mie curiosità, fino a diventare un elemento essenziale delle mie ricerche. Non si è storici dell’infanzia, come non si è storici delle donne o degli uomini, dei giovani o dei vecchi. Si è storici e basta. Il tema che si sceglie aiuta a rispondere alle domande che ci muovono oggi, in quanto persone e cittadini. Forse perché sono genitore, forse più semplicemente perché sono umano, ma l’infanzia è il luogo in cui cerco le mie risposte. Nella storia e nel presente, appunto.

 

 

 

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